Carissimi tutti,
siamo arrivati al termine del mandato di questo consiglio direttivo nazionale.
Per me l’esperienza si ferma qui, dopo 6 anni di cui negli ultimi 3 ho avuto l’onore di rivestire il ruolo di Presidente.
Tante valutazioni e riflessioni mi hanno portata a riconoscere il bisogno di fermarmi. E’ stata una decisione dolorosa: Vip Italia è metà del mio cuore.
A Vip Italia ho dedicato tantissimo tempo, il famoso “tempo liberato” che cerchiamo di professare, e tantissime energie. Per me, come per alcuni dei miei predecessori, l’esperienza è stata totalizzante, nel vero e proprio senso del termine. Non rimpiango niente di tutto ciò: sono sempre stata abituata a buttarmi “mani e piedi” negli impegni che mi prendo e sono felice di averlo fatto anche in questo caso.
Abbiamo fatto tanto. Potevamo fare di più e fare meglio? Senza dubbio. Ma sono fiera del “pezzettino” portato avanti, della “goccia” messa.
La federazione è un’organizzazione estremamente articolata che negli anni si è evoluta ed è cresciuta, tenendo sempre e comunque fede ai propri valori. In questi anni ho toccato con mano ogni giorno la bellezza della programmazione di attività storiche, che sono cardini di Vip Italia, dai corsi trainer alle missioni passando per l’incontro GNR e i VCS; e lo stupore e ricchezza delle novità: i progetti nazionali, i campus trainer, direttivi e l’azzardo, solo due settimane fa, di farlo “insieme” così come ci insegna uno dei nostri sette valori. Un azzardo che si è rivelato vincente.
Abbiamo convissuto con la difficoltà di raggiungere tutti nonostante tutto, la necessità di fare dei conti, il bisogno di crescere rimanendo uniti e come sempre la ricchezza dell’incontro con l’altro, pur nelle difficoltà.
Perché? E’ la domanda che ci facciamo spesso anche nei direttivi locali: perché? Chi me lo fa fare?
Allo scorso incontro referenti missioni mi sono ricordata per l’ennesima volta quanta umanità e semplicità ci dovrebbe essere nel nostro essere e nel nostro fare. Eppure non sempre è così, e spesso, correggetemi se sbaglio, il nostro sembra invece diventare un compito da portare a termine… ma Vip, il nostro volontariato, non è solo questo.
E quindi chi me lo fa fare? Perché?
Perché credo nel bene fatto bene. Che valga la pena cambiare i momenti, abbattere muri e cancellare confini. Credo nel mondo di fantasia che creiamo ogni volta che entriamo in una stanza d’ospedale e nel respiro profondo che prendiamo prima di varcare i cancelli di un carcere; nel nostro sorriso che colora le piazze e nella semplicità delle piccole cose.
Credo nelle piccole persone. Quelle che come me al centro dell’attenzione ci devono stare per il ruolo che rivestono, e che pur con tutto l’imbarazzo del mondo comunque ci sanno stare, ma per fare e non per mostrare.
Ho sempre creduto e continuo a credere che insieme possiamo fare la differenza.
La bellezza di ciò che col naso rosso portiamo avanti, dei nostri progetti, dei risultati che raggiungiamo, cancella insulti e difficoltà, riempie il cuore di gioia, la stessa che cerchiamo di donare.
Non facciamo ciò che facciamo per avere chissà quali riconoscimenti, ma oggi vorrei spendere dei ringraziamenti per alcune persone in particolare, senza nulla togliere a tutti coloro (e sono tanti) che in questi anni mi hanno lasciato qualcosa (nel bene e nel male): i cammini non si incrociano mai per caso.
Anche se non sono presenti, devo ringraziare Tziolupo e ZioA di Vip Brescia (fa già ridere il fatto che io inizi ringraziando Brescia eh!!!) ma è stato grazie a loro se tanti anni fa non mollai il direttivo di Bergamo: tutto ciò che ho potuto vivere dopo, è stata una meravigliosa conseguenza.
Ringrazio Delizia, che il destino o l’universo, chiamatelo come volete, ha voluto sia stata il mio predecessore sia come capomissione che come presidente nazionale: è per me sempre un esempio di pazienza, resilienza e perseveranza.
Jabrel, Grey e Zu di cui amerò per sempre l’umanità e la delicatezza: l’amore e i semi che abbiamo sparso insieme per le missioni ancora portano frutto, anno dopo anno.
Grazie a Bracco, Esquis, Arpio e Punno con cui ho condiviso i frutti e le fatiche del precedente direttivo nazionale e un aspetto umano di calibro notevole.
Ad ogni singolo claun di Vip Bergamo, passato e presente.
Agli staff nazionali, fondamentali nel nostro cammino!
Grazie a Vip Aps, in particolar modo a Maggiolina e Pally: sono l’esempio più limpido e lampante di sacrificio, passione e soprattutto attenzione e cura, aspetti che vanno al di là di ogni orario, giorno della settimana o compenso lavorativo. Grazie di crederci ancora, ogni giorno.
In ultimo due parole per il direttivo nazionale uscente.
Grazie a Giggirino: dalla missione Cambogia 2016, che è stato lo strumento della nostra conoscenza, sono cambiate tante cose e chi l’avrebbe mai detto avremmo condiviso così tanto in questi anni?
Grazie a Smemo e ai suoi abbracci.
A Scudmai perchè ogni volta mi da occhi nuovi per vedermi. A Strauss che è sempre portatore di leggerezza.
Grazie a Biro, perché dietro il suo atteggiamento da cazzone si nasconde una persona presente, preparata e amorevole (ma non glielo dite perché deve mantenere la parvenza!): è stato un punto di riferimento e collaboratore imprescindibile.
Grazie a Ciombela, perché è sempre stata presenza fondamentale e costante, esempio di impegno e di volontà di crescere e migliorarsi per poter migliorare il nostro fare. Il bene si fa anche sussurrando.
E grazie a tutti voi, per la collaborazione di questi anni, per l’amore per le nostre associazioni e la nostra federazione. Vip Italia siamo tutti noi e quindi tutti noi abbiamo la responsabilità di portarla avanti insieme, continuando a progettare, camminare e sporcandoci le mani.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di ascoltare e accogliere queste parole nei loro significati più profondi.
Fermarmi per me è doloroso ma necessario, l’amore che provo per Vip immenso, la fiducia che possa essere eletto un direttivo che la porti avanti egregiamente è tanta. Certamente le competenze servono, ma non bastano se sono fini a sé stesse, non contano gli stili, che saranno diversi, contano i valori, valori e unità d’intenti che devono essere imprescindibili.
Grazie, grazie, grazie.
Doremì